Vita di Paul il polpo 3. Il polpo campione del mondo

Alla vigilia della finale sudafricana Paul sta ormai per diventare, lui stesso, campione del mondo. E da Oberhausen gli chiedono una doppia fatica: il risultato della finalina per il terzo posto tra Germania e Uruguay e quello della finale tra Spagna e Olanda.

La vasca di Paul è al centro dell’attenzione dei media quasi quanto i campi di gioco sudafricani.  Sono una ventina le televisioni che si collegano, in Spagna la telecronaca diretta è preannunciata da più reti tv  per le undici del mattino del 10 luglio, vigilia della finale, come un evento da non perdere.

La Germania, la sera stessa, batte l’Uruguay, ancora una volta come previsto da Paul. Manca una tappa all’en plein.

La corrispondente del Corriere della sera da Madrid, Elisabetta Rosaspina, (ma non è certo la sola) dà il resoconto dell’attesa della finale mettendo Paul al centro dell’attenzione.

Sono tanti in Spagna a tirare un grande sospiro di sollievo dopo la scelta di Paul, come se già metà della partita fosse stata giocata e le “furie rosse” partissero con un vantaggio sicuro.

Così è, la Spagna diventa campione del mondo e Paul il più grande degli oracoli. Ma mentre dei festeggiamenti spagnoli resta ad occuparsi, dopo due-tre giorni, la sola stampa nazionale, quella di tutto il mondo segue la lunga scia dell’impresa di Paul. In Spagna il polpo viene onorato della cittadinanza onoraria dal comune di Carballino, con il sindaco che va a Oberhausen a consegnarla; una cordata di industriali sostiene finanziariamente la richiesta dello zoo di Madrid di averlo come mascotte. Dalla Russia l’agenzia di scommesse sportive ligastavok.com di San Pietroburgo propone alla Sealife di venderle il polpo per la somma di 100.000 dollari. I proprietari di Paul respingono ogni richiesta. Del resto, come calcola uno studio inglese, il valore pubblicitario  del polpo indovino, secondo un esperto di PR, Max Clifford, intervistato dalla Cnn, è di 4 milioni e mezzo di dollari, cifra ben superiore all’offerta del bookmaker russo e dello zoo spagnolo. In India per la fiera dell’oreficeria di Mumbay, trenta artigiani realizzano un gioiello di oltre 3 chili di peso e del valore di 84.000 euro.

La Cina dedica un’attenzione speciale a Paul. Nei giorni subito dopo i mondiali il China Daily torna più volte sull’espansione del fenomeno nel Paese. Dall’emissione di un timbro speciale dell’Expo di Shanghai al merchandising, con 45.000 articoli ispirati al polpo in vendita su Internet, il prezzo dei polpi di pelouche triplicati e le agenzie turistiche. (Nel solito gioco di specchi e rimandi, chi ne parla in Italia è il sito del tg3).

Sempre in Cina un film ambientato nel mondo delle scommesse e già in corso di lavorazione viene modificato anche nel titolo, che diventa “Uccidi il polpo Paul”. La tesi del regista, sostenuta in una serie di interviste, è che dopo l’eliminazione della Germania Paul sia stato sostituito da un altro polpo. La pubblicità per il film è garantita.

Dall’Argentina, dopo l’avventura in noir del frullatore, arriva anche il reggaeton del pulpo Paul, canzone e balletto di umani e cartoni animati.

Inevitabile che il fenomeno approdi nelle ricerche delle università. La facoltà di scienze economiche dell’Universidad de Palermo (la più importante di Buenos Aires) che ha studiato oltre 18.000 articoli di 634 siti web di lingua spagnola, informa che di Paul si è parlato il doppio rispetto alla Spagna campione del mondo. Solo Maradona supera Paul nel confronto.

Paul e la sincronicità junghiana. Negli Usa, due giorni dopo la finale trova spazio sul New York Times un lungo articolo dell’editorialista Roger Cohen, che merita di essere sintetizzato:
Dopo aver calcolato che statisticamente c’era una probabilità su 256 di indovinare otto risultati su otto, dopo aver sentito diversi parer di esperti, Cohen, per spiegare il fenomeno  chiama in causa la “sincronicità” junghiana, ovvero la “coincidenza casuale di eventi non casuali”. “In fondo la Coppa del mondo di calcio è l’evento più visto nel mondo. Se c’è un avvenimento – sociale, emotivo, psicologico o spirituale –in grado di incanalare l’energia umana verso un polpo a Oberhausen, è proprio questo. La relazione tra il cibo di Paul e la Coppa del mondo può non essere casuale in natura, ma, ehi, sono preparato a credere che parla dell’ordine più profondo di cui parla Jung, quello che mette in connessione l’uomo e il mollusco.”  Cohen conclude che le capacità predittive di Paul potrebbero essere usate meglio, ad esempio per pronosticare le possibilità di riuscita della Bp nel tappare la falla del pozzo petrolifero nel Golfo del Messico.
Già, perché a conti fatti, lo spazio dato a Paul è stato infinitamente superiore a quello destinato alla sorte di milioni di suoi simili, tra molluschi e pesci, uccisi dalla marea nera ben lontani dagli occhi delle telecamere.

Dulcis in fundo, dall’Iran si occupa della vicenda Paul lo stesso Ahmadinejad. Il presidente prende ad esempio il fenomeno di Paul per denunciare la perversione della cultura occidentale che “si affida alle previsioni di un polpo”

Come un uomo di trecento anni

La biografia ufficiale di Paul il polpo è palesemente falsa. La querelle sulla nascita del polpo, inglese o italiano, è iniziata a luglio, quando la giovane tedesca Verena Bartsch dichiarò a Bild am Sontag di avere acquistato il polpo all’isola d’Elba e di averlo personalmente allenato e venduto all’acquario di Oberhausen.
Nella “biografia ufficiale” ripresa senza correzioni da Wikipedia in tutte le lingue (i dubbi si affacciano solo nella versione italiana e tedesca) viene indicata per Paul la data di nascita di gennaio 2008. Secondo la direzione di Sealife, la catena di trenta acquari europei Paul sarebbe nato tre anni fa già in cattività, nell’acquario inglese di Weymouth.
Paul sarebbe vissuto dunque due anni e nove mesi. Falso, secondo Luciano Minerva, ideatore di www.earth-condominium.org: un libro americano del 2010, “Octopus: the Ocean’s Intelligent invertebrate” scritto da grandi specialisti e direttori di acquari, sostiene, in un capitolo destinato proprio agli acquari, che “in cattività un polpo può vivere al massimo, un anno, spesso meno”.
“Questa invenzione non si può accettare da una potente multinazionale che dice di fare divulgazione scientifica. – dice Minerva – Sarebbe come se in ipotetico museo extraterrestre fossero esposte le spoglie di un uomo non solo preveggente, ma vissuto circa trecento anni.

14 Jan 2006, Kimberley Region, Australia — Meandering river in the Kimberley Region of Western Australia, aerial view — Image by © Theo Allofs/Corbis