Fiume aperto (Rio abierto). Una poesia

“L’ispirazione come forma di vita”. E’ stato il tema di un incontro di due giorni organizzato a Roma, in collaborazione con Mara e Andres Neumann, da Maria Adela Palcos, fondatrice di Rio Abierto, un metodo nato in Argentina nel 1966 per armonizzare corpo e psiche, e diffuso oggi in molti Paesi del mondo.
Nonostante la parola e il concetto di “ispirazione” non fossero esplicitamente trattati, evidentemente il lavoro di espressione corporea qualcosa ha prodotto, su ciascuno di noi. A me l’ispirazione si è presentata nella forma insolita di una poesia, a partire da una semplice indicazione di Maria Adela al termine della prima giornata: “scrivete qualcosa, quello che volete, sull’amore”.  Ho visto immediatamente il rischio della banalità, che mi sembrava più che presente nelle prime parole venute alla mente, poi ho   cominciato a scrivere e le parole e i versi sono scorsi via con fluidità. Dopo qualche minuto la poesia aveva già preso, da sè, la forma e il titolo del metodo stesso, nella sua traduzione italiana, quella di un “fiume aperto”. L’ho letta in pubblico mettendo da parte una comprensibile timidezza, e ai partecipanti al seminario è piaciuta davvero. E’ piaciuta persino a un ragazzo di 14 anni, Jacopo, fin lì molto “chiuso” su quel lavoro, che mi ha chiesto di pubblicarla col suo nome, come l’avesse scritta lui. Altri mi hanno chiesto di averne copia. Ho capito da queste reazioni che quello che avevo scritto, lasciandomi andare all’ispirazione che proveniva dal Rio abierto andava oltre la scrittura e l’esperienza personale e, come un racconto o un romanzo, potevo “espormi”, persino pubblicandola.
Non ho mai pubblicato poesie prima di oggi, tranne una brevissima ed ermetica (“Domenica alienata”), che uscì quando avevo quindici anni, con mia grande sorpresa, dopo averla spedita quasi per gioco alla pubblicazione settimanale della collana di fantascienza Urania. (Il testo era: Sui silenzi del cestino della carta/c’è una donna vestita di rosso/che si specchia nel muro: piove). Non sono mai stato particolarmente fiero del testo, ma era la prima pubblicazione in assoluto che portava la mia firma. Quel numero conteneva il romanzo di Arthur C. Clarke (l’autore di 2001: Odissea nello spazio),  dal titolo Le porte dell’Oceano. Ora, dopo quasi 50 anni, sento il piacere (vincendo anche una certa ritrosia) di pubblicarne un’altra, che ha al centro la metafora dell’acqua, l’elemento che ha ispirato la nascita del mio romanzo e di questo stesso sito. Ringrazio, per questa “ispirazione”, Maria Adela e tutto il gruppo con cui ho lavorato in direzione dell’armonia tra corpo e psiche.

14 Jan 2006, Kimberley Region, Australia — Meandering river in the Kimberley Region of Western Australia, aerial view — Image by © Theo Allofs/Corbis